"IL SASSO DI DANTE"

"Io mi sedea in parte ne la quale, ricordandomi di lei, disegnava uno angelo sopra certe nuvolette... " così scriveva Dante Alighieri nella Vita Nova.

Beatrice era morta nel 1290, l'episodio degli angeli era del 1291 e forse lo scrittore cercava di riprodurre i lineamenti della donna amata.

Dunque esisteva veramente un luogo dove il sommo poeta era solito sedersi, concentrarsi, scrivere, riposarsi, ispirarsi oppure dissertare con amici ed artisti.

In quel punto egli restava seduto per ore ed ore, assorto nei suoi pensieri, intento a seguire gli scavi dell'Opera del Duomo, la cui costruzione era appena abbozzata.

Una pietra con la scritta "Sasso di Dante" è stata posta in ricordo di quel luogo, sul muro dell'edificio che si trova tra piazza delle pallottole e via dello Studio.

Si narra di un episodio che ebbe come protagonista, proprio in quel punto, lo stesso Dante ed una mercante bolognese, suo vecchio amico; il mercante tentava di portare avanti una improbabile conversazione di argomento culinario, ma il poeta, seduto su di un sasso, era sempre più assorto nei pensieri ed assente con la mente.

Prima di andare via il mercante pose un'ultima domanda: " secondo te qual'è il cibo più gustoso?" e Dante, senza alzare il capo: "l'ovo sodo"

Passarono alcuni mesi ed il mercante ritornò nuovamente a Firenze per affari: volle vedere a che punto erano i lavori per la costruzione di Santa Maria del Fiore e ritrovò Dante esattamente come lo aveva lasciato l'ultima volta: seduto sul medesimo sasso e sempre assorto nei pensieri.

Volle fargli uno scherzo; si rammentò delle ultime parole che si erano scambiate, si avvicinò alle spalle del poeta e gli chiese a bruciapelo: " con che cosa?" e Dante, senza scomporsi: " co i' sale!"

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